Sono sempre stata quella “tanto non ci spero, lo so che alla fine rimango male” , come se non potessi mai avere nulla, come se partissi già perdente alla partenza, come se la felicità per me non esistesse, perché è sempre stato così, ho costruito tanti castelli in aria che sono sempre stati spazzati via dal vento.
(Fonte: ciaosonohysteria, via burnedflames)
Sono un film della Disney con un finale alla Bukowski.
Deborah Simeone(Fonte: genesisofsupernova, via giorniriciclati)
Poi a volte mi viene voglia di prendere il telefono e spegnerlo. Penso a tutti quei giorni passati a guardarlo in attesa di uno squillo, di un messaggio che puntualmente non sono arrivati, e c’hai creduto, s’illuminava il display e magari era solo il tuo gestore che ti diceva ‘il tuo credito sta per terminare’, oppure tua madre che ti diceva ‘porta fuori i sacchetti della spazzatura’ oppure tuo padre che diceva ‘stasera lavoro fino a tardi’, o magari era semplicemente la persona sbagliata nel momento sbagliato. Chissà quante volte anche tu sei stata la persona sbagliata nel momento sbagliato per qualcuno che come te, aspettava uno squillo o un messaggio che puntualmente non è arrivato. Poi pensi, chissà se ogni tanto ci pensa a me, anche se è con i suoi amici, fai un timido sorriso e dici ‘be l’importante è che si diverta’. Io a volte ho paura, ho paura di disturbare, in fondo non è bello far illuminare il display di persone che magari non aspettano te.
(Fonte: ameliepanda, via ameliepanda)
Ma va bene, sarò anche volgare.
Sarò una di quelle che durante le discussioni alzano troppo la voce, gesticolano e si prendono la testa tra le mani.
Forse ogni tanto dico anche qualche parolaccia di troppo, di quelle che i bambini imparano subito, e ogni tanto uso i “cazzo” come rafforzativi, perché, diciamocelo, ogni tanto un “cazzo” ci sta a pennello.
E magari rido pure sguaiatamente e mastico le gomme a bocca aperta, e a volte concludo pure i discorsi seri con un’imprecazione, però porca puttana.
Non esiste discorso che tenga,senza l’uso del rafforzativo CAZZO.(Fonte: comeungrattacielo, via sempreesoloparole)
Mi ha baciata così lentamente, con la bocca aperta, che ogni singola parte del mio corpo – la pelle, le clavicole, gli incavi dietro le ginocchia – tutto dentro di me si è riempito di luce.
Kathryn Stockett, da L’aiuto (Fonte: pabloestaqui, via primadeltemporale)
Mi sei rimasta accanto, passeggiando tra le schegge di una vita in frantumi. Macerie, resti. Ma c’eri e resti
(Fonte: questiperiodinerispettacolari, via duesolineltramonto)
Gli aeroporti vedono più veri baci che le sale per matrimoni. I muri degli ospedali ascoltano più preghiere che i muri delle chiese.
(Fonte: ventidueaprile, via scopriremoaltreamericheioete)
– E allora si chiede: devo starlo a sentire questo desiderio o devo togliermelo dalla testa?
– Già.
– Già. Uno ci pensa e alla fine decide. Per cento volte se lo toglie dalla testa, poi arriva il giorno che se lo tiene e decide di farla quella cosa di cui ha tanta voglia: e la fa: ed eccola lì la schifezza.
– Però non dovrebbe farla, vero, la schifezza?
– No. Ma sta’ attento: dato che non siamo calzini ma persone, non siamo qui con il fine principale di essere puliti. I desideri sono la cosa più importante che abbiamo e non si può prenderli in giro più di tanto. Così, alle volte, vale la pena di non dormire per star dietro ad un proprio desiderio. Si fa la schifezza e poi si paga. È solo questo davvero importante: che quando arriva il momento di pagare uno non pensi a scappare e stia lì, dignitosamente, a pagare. Solo questo è importante.
Alessandro Baricco, Castelli di Rabbia. (Fonte: theprovocationofwoodstock, via un-tredicesimo)
Come possiamo spiegare alle persone una cosa che non riusciamo a capire nemmeno noi?
Ho cercato il tuo nome (Fonte: genesisofsupernova)